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riqualificazione di piazza Spirito Santo, Pistoia

architettura

riqualificazione di piazza Spirito Santo, Pistoia
“uno spazio urbano aperto a tutti, riqualificazione di piazza dello Spirito Santo”

progetto vincitore

progettisti: Arch. Marco Arrigoni, Arch. Marinella Spagnoli, Arch. Valentina Satti
collaboratori: Arch. Antonio Acocella
arte: M° Roberto Barni
committente: comune di Pistoia
luogo: Pistoia, Italy
anno: 2014 progetto –
tipologia: spazio pubblico
url: europaconcorsi

Ab antiquo la piazza italiana è incrocio di piazza del foro e piazza del sagrato, concrezioni fisiche della dimensione civile e della fede nell’urbs; attraverso le sue modificazioni e le sue mutilazioni, piazza dello Spirito Santo non contraddice tale genealogia e fine del progetto sarà quello di rinnovare la coesistenza di istanze così diverse. In una immagine fotografica di primo novecento, battezzata piazza Giordano Bruno con veduta della cupola della Madonna dell’Umiltà, la ripresa testimonia di un catino aperto alla luce, sgombro da ostacoli: unici fuochi di attenzione i pochi gradini che salgono verso il portale della chiesa nel primo piano, le fronde nere della palma appoggiata al suolo, la grande cupola sovrastante le sagome dei tetti di case e palazzi. Un paesaggio laconico e severo e purtuttavia, per tramite di codesta neutralità, palcoscenico idoneo ai più complessi arabeschi tessuti dalla vita (si ricorda qui Dante: “liberamente nel Campo di Siena…”). Il richiamo è da intendersi come un restauro dello sguardo e una dichiarazione di intenti: la sistemazione libera l’invaso riconducendolo ad una medesima misura, inserendo poche nuove cose: un piano/podio in fronte alla chiesa dei gesuiti per rimarcarne il ruolo, una teoria di panche in pietra intervallate da lampioni quale invito alla sosta, una piccola fonte addossata ad una parete – sostituzione di una esistente – per il ristoro; su via De’ Rossi, una rampa consentirà l’accesso ai disabili all’edificio religioso. Si propone che la statua del cardinale Niccolò Forteguerri sia collocata nella vicina piazza della Sapienza e dunque prossima alla Biblioteca Forteguerriana per una mutua quanto palese complicità.

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Il processo di riduzione dei segni e degli elementi ospitati nella piazza non deve essere interpretato come un atto di privazione bensì come la strategia efficace nel mantenere attiva la facoltà di usi molteplici dello spazio, “poiché il vuoto accoglie in sé tutti i mondi possibili” recita un classico cinese. Affrancato da ogni insistenza fittizia o eccentricità legata alle sensibilità del momento, il disegno mira alla durata nel tempo dell’opera – una resistenza della composizione e delle materie che la mettono in essere – permanendo ricco di virtualità. Apparecchiature mobili finalizzate a singoli eventi effimeri – proiezioni, readings, concerti, esposizioni, sfilate, etc. – si succederanno senza intaccare il fondo stabile e quieto delle pietre.

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La piazza, come la strada, sono i luoghi dove l’arte può condividere un destino collettivo ben oltre i recinti dell’istituzione museale. Il progetto coinvolge un maestro dell’arte contemporanea legato a queste contrade immaginando calibrati quanto decisivi interventi volti a intensificare l’esperienza ben oltre il compito propriamente monumentale affidato sovente in occasioni analoghe all’azione dell’artista.

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La superficie dell’intero invaso sarà cadenzata dalla disposizione per file parallele di conci di pietra di 50 cm. (lato minore). Il motivo è la prosecuzione di quello a spina di pesce presente in via De’ Rossi poi via della Buca e interseca le cortine murarie con un angolo di circa 45°. La ripetizione seriale di una sola, elementare geometria diviene accorgimento semplice quanto schietto per dare ordine e continuità percettiva allo spazio oltre che interagire con il profilo felicemente irregolare della piazza. Su tale fondo bigio sarà alloggiato un inserto bicromo di pietra secondo civiltà antica: un’alternanza di marmo verde scuro serpentino e marmi bianchi di Carrara; la foggia di tale inserto potrà essere tale da divenire elemento di orientamento – vedi nella tavola 1 il motivo detto della “linea” – o contraddire la disposizione del manto su cui insiste – motivo ad “albero” – o seguirne l’andamento – il motivo a “onda” – o comparire come frammenti disseminati di un mosaico perduto. Una presenza concreta e comunque discreta qualunque sia il disegno definitivamente scelto.

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La pavimentazione della piazza sarà in pietra arenaria – tipo arenaria macigno o pietra forte Colombino – rispondente ai requisiti di cui alle norme UNI 2718. Lastricato tagliato su misura fissa o a correre nella dimensione di 50 cm. per una lunghezza minima di 1,5 volte la larghezza. La lavorazione della faccia superiore sarà costituita da fiammatura e successiva rigatura a 45° senza nastrino perimetrale (spessore compreso tra gli 8 e i 12 cm.). Montaggio a segnatura alternata con giunto massimo di 0,5 cm. Ulteriori formati e trattamenti potranno ricorrere in corrispondenza di arredi, sedute, sostegni per l’illuminazione artificiale.

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Come bene fu espresso dalla L.R. 17/2000 o “Piani della luce” il problema consiste nel limitare la dispersione, l’accumulo non programmato, l’inquinamento luminoso. Nel caso in questione si propongono tre tipologie la cui combinazione può divenire punto di sintesi tra esigenze strettamente funzionali e vocazioni espressive. Avremo dunque: Illuminazione generale: lampade sottogronda tipo Bega G6897 con lampada ad alta pressione 250 W, 21500 lumen IP 66; la linea di tali apparecchi potrà essere frazionata per avere una luce di esercizio dissimile rispetto a eventi od occasioni particolari. Apparecchi per accentuare e dare risalto a punti specifici: luce architettonica da esterni per l’illuminazione di pareti verticali da terra tipo Bega 7819 con lampade a led 10,5 W, 1200 lumen IP 67; tale prodotto sarà impiegato per illuminare la facciata della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola. Faretto spot da sottogronda tipo Bega 7550 con lampada led 40 W, 400 lumen IP 65; tale prodotto sarà impiegato per schiarire le foglie paripennate della palma. Sistema a testa palo: lampione su disegno con led 38,6 W, 3360 lumen IP 65; un filare di otto pezzi evidenzierà le zone della sosta.PiazzaPistoia06